PROPOSTE PER LA STAGIONE
TEATRALE 2010 - 2011
La Mandragola
libero adattamento di Ugo Chiti da “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli
regia di Ugo Chiti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci e tre attori in corso di definizione
Ci sono appuntamenti che si possono rimandare a lungo, che si può per anni far finta di non dover onorare, ma arriva prima o poi il momento che quell’incontro diventa irrinunciabile e ti si presenta con l’urgenza che merita, come una necessità, un passo irrimandabile.
Questa è la Mandragola di Niccolò Machiavelli per l’Arca Azzurra, un incontro che si sapeva di non poter eludere eppure sempre rimandato, sempre spostato più in là nel tempo, finché appena doppiata la boa dei venticinque anni di attività, dopo aver in qualche modo sfiorato il grande classico cinquecentesco, con la messinscena dell’altro grande testo del segretario fiorentino, quella “Clizia” che scrisse proprio a due passi da casa nostra, durante il suo esilio a Santa Andrea in Percussina, e che abbiamo portato sulle scene nel 1999, eccoci finalmente dinanzi a quella che da più parti viene definita la “Commedia perfetta”, vero e proprio prototipo di tutta la letteratura teatrale italiana cinque e seicentesca.
La beffa che porta Callimaco nel letto della bella Lucrezia, approfittando della dabbenaggine dell’anziano marito di lei Messer Nicia, con l’aiuto del mezzano Ligurio, e del cinismo di fra Timoteo, era da moltissimi anni nei piani della compagnia e del suo dramaturg Ugo Chiti, in quella che dall’inizio del loro sodalizio è una delle caratteristiche portanti della scelta delle opere da inserire in repertorio.
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Giuliana Lojodice in
Le conversazioni di Anna K.
liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka
testo e regia di Ugo Chiti
Scene: Daniele Spisa
Costumi: Giuliana Colzi, Luci: Marco Messeri; Musica originale e adattamento: Vanni Cassori e Jonathan Chiti
Con: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini
Testo vincitore della 49° edizione Premio Riccione per il Teatro
Coproduzione con il Teatro Eliseo di Roma
Le Conversazioni di Anna K. attingono alla Metamorfosi di Kafka senza voler essere l’adattamento teatrale di uno dei più perfetti ed emblematici racconti del Novecento.
Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna tutto fare dopo quanto accaduto a Gregorio. Una figura appena accennata ma puntuale in vari snodi del racconto. Ed è proprio questa “presenza sottintesa” che rende affascinante l’ipotesi di assumerla come punto di osservazione per l’intera vicenda. Così la vedova Anna, senza un cognome precisato, diviene obbligatoriamente Anna K e, da figura marginale, assume un ruolo di protagonista.
… Ugo Chiti affronta il mondo di Kafka e con stile personale e una struttura impeccabile, ci rende nuova La metamorfosi, ribaltandone il punto di vista e creando una straordinaria figura femminile nella protagonista Anna K., che nel racconto originale compare solo di straforo, e qui viene rigenerata da trasandata donna delle pulizie a una sorta di badante che, con la sua presenza esterna ma straordinariamente umana, sa ricondurre anche la diversità più mostruosa alla consapevolezza che la vera diversità consiste nell’essere esclusi dai sentimenti. E il suo orrore si allarga, uscendo dalla stanza di Gregor Samsa per invadere una periferia che sa di minestrone e di corpi sudati.
La Giuria del 49° Premio Riccione per il Teatro
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AGOSTO ’44: la notte dei ponti
uno spettacolo scritto da Ugo Chiti e Massimo Salvianti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
Testo vincitore del Premio ENRICO MARIA SALERNO per la Nuova Drammaturgia Europea – XIV Edizione – Anno 2008
Un pezzo di storia del nostro Paese.
Una cronaca appassionata dei giorni che precedettero e seguirono la liberazione di una città simbolo, che si fa emblema delle sofferenze, dei piccoli e grandi eroismi, dei grandi e minimi avvenimenti di tutte le città e i paesi d’Italia impegnati nella lotta contro l’occupazione nazifascista.
Un resoconto degli avvenimenti che, in quella fatidica estate del 1944, vedevano contrapporsi lo slancio liberatorio delle formazioni partigiane che precedevano le truppe angloamericane nella liberazione dei territori a sud della città, e la volontà degli occupanti di resistere anche a costo di grandi lutti e di distruzioni. Il tutto raccontato dalla voce spesso diretta dei protagonisti di quei giorni in un alternarsi di testimonianze e di racconti che fanno di questa cronaca una sorta di narrazione epica popolare nella quale, sullo sfondo della grande Storia, si muovono personaggi minuti portatori di ansie e di passioni quotidiane che si mescolano alle ragioni e ai sentimenti collettivi che hanno mosso gli avvenimenti di quei giorni.
Uno spettacolo di teatro civile, attento alla verità storica degli argomenti e degli accadimenti ma anche impastato di passione e sincera emozione per le piccole storie individuali che caratterizza l’ormai venticinquennale storia della nostra compagnia.
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DECAMERONE - Amori e Sghignazzi
Adattamento drammaturgico e regia di Ugo Chiti
Con: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Teresa Fallai, Alessio Venturini
Gli sghignazzi delle beffe, i travestimenti, le doppiezze divertite al limite dell’iconoclastia, gli amori assoluti, i sacrifici estremi, la tragicità solenne degli innamoramenti contrastati o negati diventano materia drammaturgia e gioco squisitamente teatrale.
Tutti, uomini e donne, in quella grandiosa commedia umana che è il Decamerone, si muovono passando dal comico al tragico con lussureggiante invettiva. Uomini e donne colti in un perenne movimento che è equilibrio e balletto, rappresentazione reale e metaforica della vita osservata con occhio sarcastico e dolente assieme.
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RACCONTI SOLO RACCONTI
testo e regia Ugo Chiti
Con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini.
Il titolo Racconti, solo racconti suggerisce una scrittura in bilico tra narrativa e drammaturgia.
La "soggettiva" di un personaggio o "l’oggettiva" di uno sguardo esterno sono sempre al centro di una vicenda che consegna allo spettatore una vita privilegiando il tono colloquiale della narrazione e riducendo all’essenziale l’azione teatrale.
La guerra – l’infanzia – la condizione femminile – l’imprevedibilità dell’amore sono i temi delle vicende narrate.
La casa dopo il ponte, la bambina dei ranocchi, la magliana, lo sbandato sono i titoli che siglano le diverse storie. Il tono della scrittura varia secondo la vicenda, dalle cadenze quasi liriche de la casa dopo il ponte all’asciuttezza bassa e spietata de la magliana. Una drammaturgia che è comunque legata a tutta l’esperienza di Chiti con la sua Compagnia, una sorta di summa del lavoro svolto in comune in questi venti anni di collaborazione.
Tutte le storie hanno in comune l’attenzione alle peculiari sonorità della lingua toscana e l’aspetto visionario e vagamente gotico del soggetto.
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Bottegai
(un delirio, una riflessione, una confessione)
Tre monologhi -
Scritto e diretto da Ugo Chiti
Rutilio, Silvana,
La Porcilaia
con Massimo Salvianti, Lucia Socci, Andrea Costagli
Scene: Daniele Spisa Costumi: Giuliana Colzi
Luci: Marco Messeri Suono: Roberto Nigro
Tre monologhi che si accostano assieme seguendo lapparente
logica di un divertito passaggio temporale. Tre storie scritte
in tempi diversi, per occasioni diverse che rivelano un legame
reciproco, una serie di punti comuni, una sorta di comune
ribaltamento delle convenzioni. Così la parola bottegai,
questo dispregiativo, questo termine assolutamente offensivo,
diventa, nel designare i tre protagonisti delle storie una
specie di affettuoso epiteto, pieno di malinconica umanità
in Silvana e in Rutilio, e di ingenuo, stupefatto smarrimento
de La Porcilaia.